I GATTI TUTTOFARE DI T. S. ELIOT

T.S Eliot

T.S Eliot

In una biblioteca felina che si rispetti non può mancare « Il libro dei gatti tutto fare » di Thomas Stearns Eliot (Saint Louis – Missouri – 1888 – Londra 1965), il poeta americano, ma inglese d’adozione, Premio Nobel per la Letteratura nel 1948.

Da questo libro, pubblicato nel 1939, il cui titolo originale è « Il libro dei gatti pratici del Vecchio Possum (Old Possum’s Book of Practical Cats), è stato tratto il celebre musical Cats. Il libro raccoglie una serie di poesie che raccontano la vita di gatti indafaratissimi, pieni di energia, eccentrici, bizzarri e misteriosi. Tra questi Gianna Macchiamatta che « ha il mantello tigrato con macchie di leopardo« ; Sandogàtt, detto il Gatto Bucaniere che navigava a bordo di un veliero, Tiremmolla, un gatto decisamente un po’ strano, che « se gli date del pesce vorrebbe del coniglio, se non cÕè pesce vi mette lo scompiglio »; i Gattiginosi, che sono tutti quei gatti di colore bianco o nero « abbastanza quieti nelle ore del mattino, e perfino la sera ciascuno riposa, aspettando che spunti la Luna Gattoniosa per esprimere doti di grande ballerino »; Gattatràc e Gattafascio, una coppia di gatti fracassoni e trasformisti, il Vecchio Deuteronomio, il gatto che visse molto a lungo ed ebbe nove mogli; Mister Mistofele, un gatto prestigiatore, anzi un « prestigattore » e « gattomante, che ha la patente per eseguire la più sorprendente di tutte le illusioni e le più eccentriche e rare confusioni » e che conosce tutti i trucchi della Gattomanzia; Brunero, il Gatto del Mistero, conosciuto da tutti come Brunero Zampaproibita; Gàss, il gatto guardiano del Teatro; Bustòforo Canossa, il gatto vip di cui « ci sono prove da Montenapo fino a St. James Street »; Rotella, il gatto ferroviario. Morgan, il gatto pirata ormai in pensione.

Eliot ci presenta così una galleria di gatti molto diversi tra loro. « c’è chi è savio, ‘è chi è matto – scrive il poeta – ci sono i buoni, ci sono i perversi, c’è chi è migliore, c’è chi è mal fatto, ma tutti sono adatti a descrizioni in versi ».

Ma soprattutto il poeta sottolinea il fatto che Ò UN GATTO È UN GATTOÓ. Buona lettura.

Lo sapevate che…. I gatti possiedono tre nomi?
T.S. Eliot nel Libro dei Gatti Tuttofare sostiene che ogni gatto deve avere tre nomi. Il primo ad uso quotidiano, da usare in famiglia, « per ogni esigenza corrente ».
Un secondo nome – che possiamo considerare una specie di soprannome – che lo renda orgoglioso e gli consenta di mantenere la « coda perpendicolare e mettere in mostra i baffi.
Il terzo ed ultimo nome invece � un nome che gli esseri umani non possono sapere e neppure provare a indovinare. Questo nome è conosciuto solo dal gatto e il gatto non lo confesserà mai, proprio mai!

Quando vedete un gatto in profonda meditazione date retta a quanto ha scritto Eliot nel suo libro: il gatto in questione sta pensando al suo « ineffabile effabile effineffabile profondo inscrutabile ed unico nome ».

Il libro dei gatti tutto fare è pubblicato da Bompiani nell’edizione tascabile a L. 12.000. Prefazione di Emilio Tadini, illustrazioni di Edgar Gorey.

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