AIUTIAMO LA LAV A DIFENDERE GLI ANIMALI

Pelli conciate di gatto vendute a meno di tre dollari l’una, cani pastori tedeschi uccisi per la miseria di nove dollari: queste sono alcune delle più agghiaccianti scoperte fatte dalla LAV nel corso di indagini durate parecchi mesi. Il rapporto è stato presentato nel corso di una conferenza stampa, accompagnato da video e immagini choc (che preferiamo non mostrarvi), realizzate dall’associazione Humane Society degli Stati Uniti.

Le pelli di questi animali provengono – secondo la LAV – da piccoli allevamenti che si trovano in Cina, Thailandia, Filippine e Corea ma sarebbero utilizzate anche da aziende italiane della Toscana, del Veneto, della Liguria, del Piemonte, dell’Abruzzo, del Trentino Alto Adige e della Sicilia oltre che da aziende di altri paesi europei, tra cui la Germania. Oltre agli animali da allevamento vengono utilizzati anche cani e gatti randagi.

Attenzione quindi a quello che acquistate: le etichette di questi capi, infatti, non specificano mai il tipo di pelle che viene utilizzata quindi – per esempio -la pelle di cane può anche essere spacciata per pelle di agnello e quella di gatto indicata con il termine generico di « special skin« .

Chi indossa pellicce deve sapere che contribuisce ad alimentare un commercio che non risparmia neppure i nostri più fedeli amici a quattro zampe. «La contraddizione è che in Italia è un reato penale maltrattare un cane o un gatto, o abbadonarlo, ma non è vietato importare ed usare la loro pelliccia» – ha dichiarato Roberto Bennati, responsabile della campagna antipellicce della LAV. «Per impedire che l’Italia contribuisca a incrementare questo scempio» – continua Bennati – «chiediamo ai Ministri dell’Industria e del Commercio estero di bandire al più presto l’importazione di pelli di cani e di gatti e di introdurre l’obbligo di un’espolicita etichettatura per tutti i capi confezionati con pelli e pellicce».

La LAV è impegnata dal 1992 in una campagna antipellicce: in otto anni ha già salvato oltre 15 milioni di animali. Numerosi personaggi dello spettacolo negli ultimi anni hanno dichiarato il loro pubblico NO ALLA PELLICCIA: da Ornella Muti – che nei giorni scorsi attraverso le pagine di un settimanale ha invitato le donne italiane a non indossare pellicce – a Licia Colò, Catherine Spaak, Antonella Elia, Marco Columbro, Daniela Poggi, Patrizia Gucci e Mary McCartney, figlia del celebre Beatles.

Laisser un commentaire

Votre adresse de messagerie ne sera pas publiée. Les champs obligatoires sont indiqués avec *